mercoledì 21 gennaio 2009

Portivène....


Antico, sono ubriacato dalla voce ch'esce dalle tue bocche

quando si schiudono come verdi campane

e si ributtano indietro e si disciolgono.
La casa delle mie estati lontane,
t'era accanto, lo sai,
là nel paese dove il sole cuoce
e annuvolano l'aria le zanzare.
Come allora oggi in tua presenza impietro, mare,

ma non più degno mi credo del solenne ammonimento del tuo respiro.

Tu m'hai detto primo
che il piccino fermento del mio cuore

non era che un momento del tuo;

che mi era in fondo la tua legge rischiosa:

esser vasto e diverso
e insieme fisso:
e svuotarmi così d'ogni lordura
come tu fai che sbatti sulle sponde
tra sugheri alghe asterie
le inutili macerie del tuo abisso.

Eugenio Montale

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